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La cittadinanza è l’appartenenza di una persona ad un determinato Stato.
Quello di cittadinanza è dunque un concetto che implica l’appartenenza della persona ad una comunità politica istituzionalizzata, lo Stato, con l’assunzione quindi di un insieme di diritti ed obblighi. Viene considerato cittadino italiano dalla nascita il figlio di padre o madre cittadini al momento della sua nascita, ovunque essa avvenga. È cittadino italiano anche chi nasce nel territorio della Repubblica se i genitori sono apolidi o ignoti oppure se lo stato di loro appartenenza non prevede per legge che il figlio mantenga la cittadinanza dei genitori.
I principi su cui si basa la cittadinanza italiana sono: la trasmissibilità della cittadinanza per discendenza “iure sanguinis”; l’acquisto “iure soli” (per nascita sul territorio) in alcuni casi; la possibilità della doppia cittadinanza; la manifestazione di volontà per acquisto e perdita. Lo “ius soli” fa riferimento alla nascita sul “suolo”, sul territorio dello Stato e si contrappone allo “ius sanguinis”, che si basa invece sull’elemento della discendenza o della filiazione. La cittadinanza italiana è basata principalmente sullo “ius sanguinis” (diritto di sangue), per il quale il figlio nato da padre italiano o da madre italiana è italiano. Per questo motivo il figlio di genitori stranieri, anche se nato in Italia, non diviene alla nascita cittadino italiano.
Composta da 139 articoli, la Costituzione è il testo legislativo fondamentale della Repubblica italiana. È entrata in vigore il primo gennaio 1948 ed è divisa in quattro parti. Scopriamola insieme!
Le leggi sono tutte importanti ma ce n'è una più importante delle altre: si tratta della Costituzione. In vigore dal 1948 stabilisce i fini dello Stato e i principi relativi alla sua organizzazione e al suo funzionamento. È importante sapere di che cosa si tratta perché al suo interno sono elencati i diritti e i doveri dei cittadini, quindi anche i vostri. Nel nostro Paese, la Costituzione è talmente importante che il Parlamento non può approvare leggi che ne contrastino i principi altrimenti interviene un "tribunale", la Corte Costituzionale, che le annulla. È composta da 139 articoli, ma cinque di questi (il 115, 124,128,129 e 130) nel corso degli anni sono stati abrogati, cioè cancellati.